Incontro con Christian Boiron e l’omeopatia
Sfortunatamente non sono riuscita ad esserci a quest’evento, però nei giorni precedenti sono riuscita a dare una lettura ai due libri “Il futuro dell’omeopatia” e “Siamo tutti fatti per essere felici”, per mandare le mie domande ad Umberto.
Tra i due libri “Il futuro dell’omeopatia” mi è sicuramente piaciuto di più, per l’approccio tra racconto ed informazione su cosa sia l’omeopatia ieri, oggi e cosa sarò domani. Mentre “Siamo tutti fatti per essere felici”, affronta il tema della felicità sull’aspetto psicologico e pratico, con tanto di esercizi per cambiare i nostri meccanismi mentali che non aiutano ad essere felici.
Ritornando alla serata, ho cercato poi di farmi raccontare cosa sia avvenuto, ho sbirciato le foto e ho ricevuto un po’ di materiale informativo sempre dal povero Umberto che tormento ogni tanto.
La sua sfortuna è stata che il tema m’interessava e vorrei saperne di più sull’omeopatia.
Non sono molto per i medicinali, però devo ammettere che non amando il dolore li prendo comunque, per questo una cura alternativa con prodotti più naturali, per i malanni più comuni, la preferirei. Naturalmente non voglio sostituire la medicina tradizionale con l’omeopatia, anzi l’idea sarebbe affiancare la medicina tradizionale con rimedi naturali.
Ok non voleva essere uno spottone, ma non volevo chiarire il mio punto di vista, prima di essere attaccata per cose non dette o specificate
Passiamo al momento invidia, i fortunati blogger che sono andati al laboratorio Boiron hanno avuto modo di porre le loro domande sull’omeopatia a Christian Boiron in persona, presidente e direttore generale dell’azienda francese. Dalle foto, inoltre, sembra proprio che si sono divertiti.

A questo punto visto che il buffet non l’ho assaggiato, l’opera dell’artista Gregorio Mancino non l’ho ricevuta (me giunta voce che tutti i blogger presenti sono stati omaggiati), non mi resta che postare le mie domande e le rispettive risposte:
L’omeopatia per l’uso di soluzioni naturali mi ricorda per certi versi i classici rimedi della nonna, per curare i malanni più comuni come il raffreddore. L’omeopatia e i rimedi della nonna hanno delle similitudini o una radice storica comune?
No. I medicinali omeopatici sono farmaci costituiti da dosi infinitesimali di una sostanza (ceppo) di origine minerale, vegetale o animale. I medicinali omeopatici sono farmaci e devono essere dispensati dalle farmacie. Inoltre, il processo di produzione di un medicinale omeopatico segue la farmacopea europea, e le nostre officine di produzioni le GMP.
Per una persona curiosa e interessata all’omeopatia, ma forse un po’ pigra per un cambiamento radicale. Da dove dovrebbe iniziare per cambiare le proprie abitudini e ad avvicinarsi all’omeopatia?
Per avvicinarsi all’omeopatia ci si può muovere in vari modi: ad esempio rivolgersi al proprio medico di base o al proprio farmacista e richiedere indicazioni su come iniziare a curarsi con i medicinali omeopatici. Non tutti i medici di base, però, hanno competenze in materia. Per trovare un medico omeopata e fare una prima visita, ci si può informare su internet sui siti delle associazioni di categoria, ad esempio la SIOMI (Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata).
L’omeopatia può essere utile anche per sintomi non fisici, ma di natura psicologica?
R. I medicinali omeopatici sono in grado di curare sia disturbi di tipo fisicoche psicologico. Con i medicinali omeopatici curiamo ad esempio raffreddori,faringiti, cistiti, coliti, gastriti, ma anche ansia, insonnia e a volte anche ladepressione, specie quella reattiva ovvero dovuta ad un motivo preciso (adesempio un abbandono o un lutto).
L’omeopatia può essere usata anche al di fuori di trattamenti curativi, ma come valido supporto anche nella vita quotidiana per integrare energie, per fornire un aiuto in caso di diete o attività sportive intense?
R. I medicinali omeopatici possono aiutarci anche per curare la stanchezza, per recuperare energie ad esempio negli studenti, ma anche negli sportivi, quando dobbiamo riprendere le forze dopo un allenamento o dopo una gara. Utili anche in corso di diete dimagranti; non per dimagrire, ma per aiutare una donna a seguire meglio una dieta controllando ad esempio la fame nervosa.
P.s. ok non mi devo lamentare oltre ai due libri da leggere o ricevuto anche una bella agendina del omeoart.org
Lavori in corso, si cambia!
Il mio blog è un po’ come i miei capelli, io li lascio crescere un po’ per pigrizia, poi mi stufo e vado di corsa dal parrucchiere per darci un bel taglio.
Così il blog lo trascuro per un po’ e poi una mattina mi sveglio trovo un nuovo tema e gli do una mano di bianco, lo coccolo e poi ricomincerà tutto da capo.
Adesso sono ancora in fase di ”lavori in corso”, devo cambiare i colori, ho una fissa per il fucsia
E’ sabato fatti un caffè, se no ti addormenti!

E dopo la pioggia di venerdì, un bellissimo sabato di sole, senza una nuvola all’orizzonte e con l’aria fresca al mattino.
Il sabato odio profondamente andare a fare la spesa, piuttosto faccio le pulizie di casa il bucato e stiro… oppure faccio quello che mi riesce meglio, metto ordine tra i file, le mail arretrate, gioco con foto e video, leggo, leggo e leggo ancora, soprattutto se trovo un libro che mi appassiona.
Direte voi: uscire no!
Onestamente preferisco uscire la domenica, il sabato c’è troppa gente in giro, mentre la domenica la gente impigrisce un po’ e io posso muovermi con più tranquillità. Per me il sabato è il giorno del dolce far nulla, che se ti lasci un po’ andare ti viene anche sonno dopo pranzo e quasi quasi un pisolino sul divano lo faresti anche volentieri. Lui non io
Così per tenersi svegli e non dormire non c’è niente di meglio che un caffè.
Ottima occasione per provare i due barattoli arrivati qualche giorno fa, Lavazza Club e Illy macinato per espresso.
Preparo come al solito la mia amata caffettiera da 3 che mi berrò tutta da sola, una tazzina a pranzo e il resto lo lascio raffreddare per berlo freddo dopo con il ghiaccio
Il pomeriggio lo passo seduta sul balcone a godermi il sole, con i piedi appoggiati alla ringhiera, il caffè freddo nel bicchiere sotto la sedia, il libro sulle gambe, i bambini che giocano in cortile, la pulizia delle strade sotto casa, il cane del vicino di sopra che si affaccia e abbaia ogni tanto.
Ah! volete sapere quali dei due caffè tra Lavazza Club e Illy macinato per espresso preferisco. Per ora si contendono il mio palato e il mio naso, si ho la strana abitudine ogni volta che preparo il caffè di respirare l’aroma che esce dal barattolo.
































